Approfondimento
La malaria
Oltre allo studio del cervello, Golgi diede un contributo straordinario allo studio della fisiopatologia malarica tra il 1885 e il 1893.
Golgi fu in grado di descrivere le modificazioni morfologiche del plasmodio (il parassita che provoca la malaria) nei globuli rossi tra un accesso febbrile e l’altro (ciclo di Golgi) e dimostrò che i violenti attacchi di febbre intermittente tipici della malattia (terzana e quartana) coincidevano con la riproduzione del plasmodio (legge di Golgi).
Queste osservazioni furono utili anche per la terapia perché Golgi scoprì che il chinino – l’unico farmaco allora efficace – era particolarmente utile se somministrato poco prima della moltiplicazione (sporulazione) del parassita.
Testo di P. Mazzarello, M. C. Garbarino, S. Sanza, E. M. Bernardi, L. Fregonese.